I monaci in Tibet fanno dei mandala con la sabbia. Quando li finiscono, dopo un lunghissimo lavoro, lasciano che il vento li porti via con sè, distruggendo il frutto del loro sforzo in pochi soffi. Perchè lo fanno? Per ricordarsi che tutto è impermanente.
Un filosofo ha detto che se tutti noi potessimo prendere la vita un po meno sul serio riusciremmo in meno tempo a renderla più perfetta. Ha ragione.
Del resto la vita è veramente un soffio di vento, effimera e breve. Per un gioco di riflessi a noi sembra lunga. Ma è veramente molto breve. Nello stesso tempo è, costantemente, dall’inizio alla fine, un puro miracolo.
E’ quindi alquanto ridicola, a mio avviso, la tesi materialistica secondo la quale non esiste altro che materia.
Mi sembra un’ipotesi talmente inverosimile, talmente umoristica, talmente grottesca, oserei dire, che che non dovrebbe neanche essere presa in considerazione.
Tuttavia è anche vero che non esiste attualmente la possibilità di smentire questa tesi difinitivamente, quindi mi limito a ritenerla “possibile anche se alquanto improbabile”.
Ma ora immaginiamo il mondo miliardi di anni fa, quando ancora non esisteva altro che magma e vulcani in continua eruzione e roccia. Immaginiamo che gradualmente si faccia sempre più solido, e diventi un immenso ammasso di roccia. Immaginiamolo visivamente: si tratta di un deserto immenso di materia inerte.
Ed ora pensiamo a noi, a noi esseri umani, che attulalmente rappresentiamo il culmine dell’evoluzione. Se pensiamo a noi stessi come corpo fisico, siamo parti di questa immensa materia resa immensamente più plastica che si muove, cammina, pensa, e crea. Materia nella materia, polvere alla polvere, materia in movimento. Quello che era roccia ed acqua ora siamo noi.
Ebbene, questo è naturalmente frutto del caso. Di una serie di reazioni chimiche avvenute casualmente.
La verità è un’altra, e la possiamo vivere ogni giorno sulla nostra pelle.
Millenni di sonno ci hanno cullato.
E’ ora di fare qualcosa per svegliarci.
Fabio M.
Tags: filosofia, filosofia orientale, filosofie orientali, meditazione, vivere il presente, vivere la vita


gennaio 25th, 2012 at 00:08
Formula per dimostrare l’Indimostrabile,
anche Formula delle Soluzioni formalmente indecidibili
A dirsi:
si parta da questo presupposto fondamentale: dovete prendere una decisione riguardo a ciò che è Vero e ciò che è Falso – spetta a voi: solo dopo questa decisione potrete proseguire nella recitazione di questa Formula e sperare di trovarvi all’intero qualcosa di Vero . è infatti una necessità biologica per voi quella di confidare in qualcosa di Vero: la Verità deve esserci e tutti quanti avete Fede nella Verità della Verità – anche questa Formula è vera, altrimenti cosa stareste recitando? . si vede bene che la Verità, oh Uomini, di cui voi siete alla ricerca da millenni interi, più che un Traguardo è in verità un Punto di Partenza, cosicché non è insensato dire che per tutto questo tempo in fondo vi siete affannati per niente . non vi siete mai accorti che in ogni caso non avreste mai trovato altro che ciò da cui siete partiti, e cioè i vostri Fondamenti, le vostre Categorie conoscitive, i vostri A priori, i vostri Archetipi – l’unica Verità a cui alla fine approderete, oh Uomini, sarà il modo in cui funziona la vostra Conoscenza . avete deciso che questo è Bianco e che questo è Nero: ora, meditate, è sufficiente che un uomo vi parli del Bianco chiamandolo “Nero” per non riuscire più a comprenderlo . ogni Conoscenza è dunque propriamente un Atto di Fede, perché in ogni caso dovrete sempre partire da Concetti base la cui effettiva verità o falsità non può essere dimostrata, e che nonostante ciò sarete costretti a prendere per veri se volete proseguire di qualche passo – la Verità, signori e signore, è una Menzogna logica . stilate Alfabeti, Sistemi numerici, Assiomi, Postulati, Codici di trascrizione: queste sono le fondamenta della vostra Architettura metafisica della Verità – 1=1 . dovrete partire da Verità indimostrate e da qui andare avanti a catena . ripetete una 30ina di volte ‘IO CREDO IO CREDO IO CREDO…’ cercando di capire se ciò di cui state parlando è la vostra Fede o invece il vostro Dubbio a riguardo . nel 1931 Gödel tagliò definitivamente la testa al toro e solo ora notate il Teorema di Incompletezza di Gödel che si manifesta prepotentemente nella vostra Realtà come un serpente che si mangia la coda, l’Uroburo ancestrale – siete infatti una Specie destinata a non sapere nulla né della vostra Causa né della vostra Fine, siete in vita e non sapete il Perché: scoprirete il Come, ma vi sarà sempre precluso il Perché dell’Esistenza . sappiate infatti, oh Uomini, che dall’interno di un Sistema non è mai possibile una visione completa del Sistema stesso, e voi non potete abbandonare il Sistema giacché voi siete il Sistema – non potete dimostrare di non avere un pesce d’aprile attaccato sulla schiena in questo momento, e non vi accorgerete di avere qualcosa tra i denti sino a che qualcuno ve lo farà notare . non potete sperare di sapere più di quanto il vostro Punto di Vista vi permetterà di vedere – ricordate sempre che avete bisogno di uno specchio per riuscire a guardarvi in faccia, e che quindi ciò che avete di voi è sempre un’immagine rovesciata ed incompleta di voi stessi . allo stesso modo conoscete il Mondo, rovesciandolo in un Sistema formale ideato dal vostro Cervello lungo il corso dell’Evoluzione e sistematizzato dagli Apparati culturali della Civiltà – il Mondo V / il Mondo F: questo è l’Orizzonte degli Eventi entro cui potete muovervi oh Uomini . provate a condurre ai limiti logici del Sistema i vostri Repertori di Verità e li vedrete collassare su se stessi in un TILT epilettico: giungerete a Soluzioni indecidibili, Paradossi, vicoli ciechi, passi falsi, e il fantasma di Epimenide da Creta salterà fuori come un pupazzo a molla da una scatola gracchiando che “Tutti i Cretesi sono bugiardi” . tutti quanti potete constatare che non si può usare il martello per martellare il martello stesso, che non potete ingrandire un lente con la lente stessa, e che nessuna videocamera di sorveglianza è in grado di sorvegliarsi – Quis custodiet ipsos custodes? ‘Chi sorveglierà i sorveglianti?’ scrisse Giovenale . nessuna Macchina della Verità testa se stessa, questo sappiatelo . la grande Rivelazione a conclusione di questa Formula è dunque questa, oh Uomini: voi NON POTETE DIMOSTRARVI . capite bene che non potete nemmeno essere certi di non essere addormentati in questo momento e stare sognando tutto quanto . l’Esistenza, signori e signore, è indimostrabile – illusi tutti quelli che hanno sperato di cavarsela con il Cogito ergo sum cartesiano .
gennaio 25th, 2012 at 16:16
Certo, tutto dipende da cosa poni alle basi del tuo pensiero. Ma bisogna stare attenti a non perdersi in questo labirinto, perchè per farlo si parte da un errore di base del pensiero stesso: pensare che solo nel pensiero può risiedere la verità. La gente vive senza farsi domande. pensare non serve a scoprire la verità, gli animali vivono senza pensare. Pensare è utile da un punto di vista pratico, tutto qui. Il resto sono fondamentalmente panoramiche percettive su realtà che trascendono il reale.
Quindi il punto è il solito di cui parlava anche Socrate, caro vecchio Nihil: Io so di non sapere. Detto questo.. Let it be
gennaio 25th, 2012 at 23:52
La Verità è una costruzione ‘in fieri’, come una Bozza, una Prova, una Sperimentazione. Mi viene in mente il Codice genetico, con le sue strutture perfettamente funzionanti che permettono alla Vita biologica di manifestarsi qui su questa Terra – eppure, messo a confronto con la pressante caoticità del Reale il DNA si trova costretto, come Sistema, a fare continuamente un passo al di fuori di se stesso per mutare e sopravvivere alle nuove condizioni della Realtà. Esso deve sbagliare, e da quello sbaglio sperare di trovare una nuova Soluzione, una nuova Verità. La gente che vive senza farsi domande è destinata alla Degenerazione e all’Avaria, esattamente come un Organismo che non evolve. E se è vero che gli animali vivono senza pensare, è altrettanto vero che il Pensiero è un prodotto ‘animale’, meglio sarebbe dire ‘naturale’: un Uomo che pensa sotto un albero fa la stessa cosa che fa l’albero sopra di lui mentre mette in atto la Fotosintesi clorofilliana. La semplice praticità a cui condanni il Pensiero è la stessa che tiene insieme questo Universo, che tiene insieme la Vita – per natura ogni Essere vivente è portato alla Sopravvivenza e dunque alla comprensione dell’Ambiente esterno: il Pensiero è il prodotto di una Strategia di Sopravvivenza, e stai certo che quelle scimmie che per prime cominciarono a pensare ottennero dall’Evoluzione una nuova e più potente Capacità di comprendere il Reale, e di applicare ad esso le proprie gerarchie di Verità. Il Pensiero, come scrisse il famoso etologo K.Lorenz, si è sviluppato come la Pinna del pesce che si adatta all’Acqua cercando di funzionare il meglio possibile. Certo l’Acqua è un contesto decisamente più stabile della Realtà, e per questo una Pinna può raggiungere più facilmente un adattamento rispetto a quanto possa fare il Pensiero nei confronti del Mondo – la Pinna conosce la Verità dell’Acqua: la sua comprensione dell’elemento è stupefacente. Il Pensiero ha invece a che fare con una serie di variabili decisamente più ampia e si trova costretto a ideare Sistemi di Verità continuamente mutevoli e incompleti da mettere a confronto con il Reale nel tentativo di comprenderlo – ciò lo porta a errori diffusi, contraddizioni, qui pro quo. L’idea di fondo, caro vecchio amico, è che la Verità stessa sia una forma di Adattamento: assolutamente ed inevitabilmente PRATICA. E a proposito del famigerato detto del maestro Socrate, a me è sempre sembrato una di queste Verità contraddittorie che si mangiano la coda a cui giunge l’Uomo quando arriva ai confini del proprio Sistema formale di Conoscenza – giacché tutto quello che possiamo affermare dell”ignoranza’ è in verità qualcosa che conosciamo, e meglio ancora qualcosa che è necessario contrapporre alla ‘conoscenza’: senza queste premesse Socrate non avrebbe potuto nemmeno aprire bocca. Per questo, sarebbe di certo più illuminante per noi affermare:
IO NON SO DI NON SAPERE…
febbraio 22nd, 2012 at 14:46
eheh certo..i un certo senso sì
ma si tratta sempre dello stesso concetto. se vogliamo possiamo anche mettere in discussione l intero linguaggio
che cos è il linguaggio se non una costruzione artificiale umana convenzionale?
del resto nella vita è fondamentale ed utilissimo. sarebbe meglio se parlassimo con la musica!
comunque sono d accordo con te.
e poi in fondo non si tratta di un problema tanto importante.
del resto, da sempre viviamo senza sapere la verità. eppure possiamo conoscere tante verità RELATIVE. partendo da questo punto di vista… la logica esiste, la mente ed il pensiero esistono, perchè se non fosse cosi, non potresti neanche pensare che non esistono. invece lo fai. sono relativi? si. porsi il problema se esistiamo o meno è un giochino mentale. che noi ce lo poniamo o no continuiamo a mangiare, cagare, e vivere come tutti i giorni. che sia un sogno o no.. è sempre parte dello stesso giochino di specchi.
tu esisti o forse no, chissà. forse stiamo sognando forse è tutta un illusione forse no. ma non ha importanza.
relativamente alla nostra percezione attuale esistiamo.
si può vivere la vita splendidamente senza necessariamente cercare la verità.
la verità assoluta non c è? eh va beh.
la mente è in grado di svolgere un importante funzione. di mettere in ordine le nostre percezioni.
io sono qui, non so perchè.. non so se esisto oppure no ma vivo qui… vedo questo.. non so se esiste non so se è vero ma lo vedo.. quindi partendo da qui.. avro’ tutta una serie di verità relative.
anyway.. ma come fai a pubblicare i commenti senza farmeli approvare? che fai, mi hackeri il blog? guarda che te li approvo