In genere quando si sente parlare di morte, la prima cosa facciamo è cambiare argomento o rifugiarci in vari scongiuri e pratiche simili.
Ma non dovrebbe essere cosi, secondo me. Del resto, la cosa più certa della vita è la sua fine.
Voglio dire, abbiamo poche certezze veramente certe.
Una di queste è la certezza relativa che l’essere umano nasce e muore. Per essere umano intendo essere umano inteso come corpo. (che poi questo corpo rappresenti la totalità dell’essere umano oppure sia solo un involucro temporaneo, non è ora in questione ).
In ogni caso, esistono varie possibili spiegazioni alla vita, e alla morte.
E nella vita di tutti i giorni fuggiamo di continuo di fronte all’idea della nostra mortalità.
E’ bene metterci in testa che invecchieremo e moriremo. E’ inutile rifiutarlo, esserne spaventati, o pensare che sia qualcosa che non ci riguarda.
Per conto mio è solo un vantaggio essere consapevoli del fatto che ciò che noi ora chiamiamo IO morirà e sarà dimenticato da tutti nel giro di pochi o molti anni ( che differenza c è in fondo?).
E’ un pensiero che ci da forza, che ci rende consapevoli della nostra situazione, che ci rende forti e liberi.
Di fronte all’idea della nostra mortalità, tutto il resto assume la giusta prospettiva. Problemi che ora ci sembrano enormi, diventano irrilevanti.
Tutti abbiamo profondamente paura della morte, perchè è un salto nel vuoto. Ma nello stesso tempo, non c è davvero niente da temere, perchè è la cosa più naturale che ci sia.
E lasciatemi dire che l’idea dell’inferno eterno, che è l’ipotesi peggiore attualmente sul mercato delle ipotesi sul post-morte, veramente mi sembra ridicola.
L’idea del “nulla” mi sembra altrettanto irreale, perchè non penso di essere un ammasso di carne e chiunque sia dotato di un minimo di spirito di auto osservazione imparziale può benissimo associarsi a questa visione. Non ho bisogno di prove scientifiche per sapere di essere qualcosa di più di un cervello. L’uomo e la terra esistevano ben prima che la scienza nascesse, e continueranno anche dopo che la scienza avrà riconosciuto i suoi limiti, se questo mai accadrà.
Detto questo, solo essendo consapevoli del fatto che un giorno moriremo, possiamo temprare il nostro spirito e affrontare la nostra vita con gioia e leggerezza.. In fondo tutto quello che diventeremo finirà, ed è proprio davanti all’idea della nostra inevitabile fine che noi possiamo costruire un viaggio che non ha importanza per quello che è esteriormente, ma per quello che interiormente ci dona e dona al mondo intero.
Fabio M.
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